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Terremoto: sciagura all’italiana...
Il 5 aprile di quest’anno sarà una data che rimarrà impressa nella memoria di molti nostri connazionali, a causa del tremendo terremoto che ha colpito la città de L’Aquila, causando la morte di moltissime persone, nonché inestimabili danni a tutte le strutture,sia del capoluogo che dei paesi limitrofi : una tragedia dalle enormi dimensioni, che ha ricordato ai più attempati, quello del Friuli, nel 1976.
Immagini tristi e raccapriccianti hanno primeggiato sui massmedia tutti, con quella solita vena di sciacallaggio di notizie e scoop che da sempre contraddistingue miserevolmente la categoria…ma forse il terremoto non è la vera tragedia per queste persone colpite dalla calamità e che in un batter d’occhio han perso tutto; il vero dramma inizia adesso, perché caduti prepotentementenella rete della burocrazia statale!
In seguito all’accaduto è emerso che numerose persone vivono ancora nei prefabbricati dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 e quello di Umbria e Marche del 1997! La fortuna dei friulani è stata probabilmente proprio quella di non essersi più di tanto adagiati all’assistenzialismo statale, ma di essersi rimboccati le maniche e aver ricostruito tutto in poco tempo…
La cosa più singolare è stata sicuramente il crollo dell’ospedale regionale San Salvatore a L’Aquila, struttura che per antonomasia dovrebbe essere costruita appositamente per servire nei momenti di maggiore necessità (e quindi con criteri strutturali adeguati, soprattutto in una zona notoriamente sismica!)…invece è crollato “solo” per il 90%, reggendo quindi tutto sommato alla scossa di magnitudo 5,8 sulla scala Richter; se fosse crollato del tutto, sarebbe stato peggio, no?!?!?!
Emerge da alcune ricerche che tale struttura fu costruita da una ditta milanese, l’Impregilo, che si preoccupa repentinamente di smentire la cosa tramite l’uffi cio stampa che scarica le accuse, sostenendo d’aver semplicemente provveduto alla realizzazione degli interni, mentre a costruirlo fu la Cogefar.
Da wikipedia scopriamo che “Negli anni 1989 e 1990, Fiat Impresit e Cogefar si fusero in Cogefar-Impresit.
Successivamente furono incorporate anche le società Girola e Lodigiani; il gruppo cambia nome, diventando Impre-gi-lo S.p.A.”. È curioso notare che Impregilo si dichiara esperta di costruzioni ospedaliere, ha realizzato per l’Italia l’ospedale di Lecco, l’Istituto Oncologico Europeo di Milano, l’ospedale di Modena, quello di Careggi, quello di Poggibonsi, quello della Versilia, l’ospedale di Destra Secchia e “inoltre, ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio”…sembra tra l’altro che l’ospedale San Salvatore non avesse neanche l’agibilità! Tuttavia il nome di questa ditta non ci suona per niente come nuovo, ci sembra d’averlo già sentito nominare per qualche memorabile costruzione sul suolo italiano: infatti la troviamo a Napoli come vincitrice della gara d’appalto per la costruzione dell’inceneritore di Acerra (gara vinta nel 2000 con la promessa di non più di 300 giorni di lavoro per realizzarlo e lavori terminati nel 2009, con tanto di elogio pubblico da parte del Presidente del Consiglio!).
Ma non fi nisce qui…la ritroviamo come responsabile dei lavori per la consegna del quinto lotto da 60 km (non 600 o 6˙000, ma proprio 60!) della Salerno-Raggio Calabria, altro encomiabile esempio di efficienza tutta italiana.
Impregilo è come il prezzemolo o meglio come Dio, onnipresente!
Presente nei lavori della Tav, centrali nucleari, nel sistema Mose, nella costruzione del nuovo Pirellone (il nuovo palazzo della Regione Lombardia…probabilmente essendo lì una zona meno sismica, verranno utilizzati materiali antisismici…) e dulcis in fundo, vincitrice della gara d’appalto per la costruzione del famosissimo ponte sullo Stretto di Messina!
È incredibile quello che può accadere in Italia, più dimostri di essere incapace e più ti danno la possibilità di dimostrarlo con lavori sempre più importanti ed impegnativi!
In un paese normale, dopo il crollo dell’ospedale de L’Aquila, probabilmente i dirigenti e tutti i dipendenti della ditta responsabile sarebbero stati condannati all’ergastolo, mentre i giornalisti anziché smascherare le nefandezze di quest’Italia marcia fi no al midollo, si preoccupavano di domandare ai “terremotati” se avevano avuto paura o se per caso erano tristi per aver perso tutto ciò che avevano…
Ma come può essere che in Italia dove esiste un’autorità garante così effi ciente e meticolosa, certe ditte riescano nella penombra ad accaparrarsi tutti i più grossi lavori pubblici?! Non sarà mica un caso di favoritismo o di corruzione?! Non sia mai che questi “considerati” reati in tutti gli altri paesi del mondo e prassi in Italia vengano alla ribalta delle cronache…non ci crederebbe nessuno!
Il pacchetto di controllo di Impregilo è detenuto da IGLI S.p.A.(29,866%). La società fa capo, con quote paritetiche del 33%, a Autostrade per l’Italia S.p.A. (gruppo Benetton), Argo Finanziaria (gruppo Gavio) e Immobiliare Lombarda (gruppo Fondiaria Sai).
Altri azionisti sono: Gruppo Assicurazioni Generali - 3,101%, tramite: direttamente - 1,654%; Toro Assicurazioni S.p.A. - 0,550%; Nuova Tirrena S.p.A. - 0,346%; Augusta Assicurazioni S.p.A. - 0,332%; Augusta Vita S.p.A. - 0,182%; Fata Assicurazioni Danni S.p.A. - 0,025%; INF Società Agricola S.p.A. - 0,004%; Genagricola Generali Agricoltura S.p.A. - 0,004%; Agricola S. Giorgio S.p.A. - 0,004%; Gruppo Banca Popolare di Milano - 2,959%, tramite: Banca Akros S.p.A. - 2,931% direttamente - 0,028%; The Royal Bank of Scotland Plc - 2.176%, tramite ABN Amro Bank NV.
Il presidente di Impregilo è Massimo Ponzellini, fi glio di GiulioPonzellini, già Consigliere superiore della Banca d’Italia; amico di Lamberto Dini e Giulio Tremonti, Massimo Ponzellini è cresciuto all’ombra dell’ex presidente del consiglio Romano Prodi (di cui è pure vicino di casa). Negli anni 1981-82 Ponzellini ha ricoperto l’incarico di direttore generale del centro studi Nomisma; successivamente è divenuto dirigente superiore dell’IRI (segretario esecutivo del Comitato per la Ristrutturazione e la Privatizzazione). L’odierno presidente d’Impregilo ha pure ricoperto
il ruolo di amministratore delegato di Sofi n (la holding controllata dall’IRI), e consigliere di Alitalia e Finmeccanica (il gruppo che ha assorbito le maggiori aziende italiane operanti nel settore militare e aerospaziale).
Dopo essere stato per otto anni vicepresidente della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), nel novembre 2002 Ponzellini è stato nominato vicepresidente e amministratore delegato della Patrimonio dello Stato S.p.A., la società che ha cartolarizzato beni immobili e infrastrutture statali,fi niti poi nelle mani di vecchi e nuovi speculatori del mattone. Oggi è pure consigliere d’amministrazione della BNL evicepresidente della compagnia di assicurazioni Ina-Assitalia, controllata dalle Generali (altra azionista d’Impregilo) e dulcis in fundo fi no al 2007 è stata azionista di Impregilo anche la famiglia Romiti (Cesare Romiti, ricordate? Nel 2000 la Cassazione lo condannò a undici mesi e dieci giorni di reclusione per irregolarità relativa al periodo in cui ricopriva la carica di amministratore delegato del gruppo Fiat, consigliere in Rcs MediaGroup e Impregilo…).
C’eravamo quasi illusi che fossero solo delle fatalità, delle coincidenze non volute a determinare questo accentramento d’interessi in poche mani…ci saremmo preoccupati del fatto che magari l’Italia stesse cambiando…tutto marcio e corrotto come sempre!
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