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Nero , autobiografia di un nazista guarito

“NERO”, autobiografia di un nazista guarito”

di Frank Meeink , Ed.Piemme.
Questo libro parla da se, vorrebbe raggiungere uno scopo ma ne ottiene un altro.

L’ex SkinHead del gruppo “Strikeforce” di Philadelphia è un tale Frank Meeink, mezzo Italiano e mezzo Irlandese,capetto di una sezione locale neo-nazista il nostro “eroe” arriva da una storia personale contorta, fatta di litigi e percosse all’interno del nucleo familiare dove un padre adottivo alcolizzato e una madre tossica si curano poco del piccolo Frank picchiandolo, il primo, e cacciandolo poi di casa, la seconda.

Frank a 14 anni non sa dove andare e si rifugia ,nel periodo estivo, da un parente stretto che, tra gli amici, annovera alcuni skin heads legati ad esperienze quali KKK e Aryan Nation .

Dopo un concerto di prova ed una rissa il protagonista del libro si trova in un’escalation di violenza e impegno politico nel nome della supremazia bianca che lo porta,dopo diverse vicissitudini, ad essere arrestato e spedito in un carcere di sicurezza.

Prima di accedere a questa esperienza Frank mette incinta una ragazza la quale, con rabbia estrema, gli impedirà di utilizzare il proprio cognome e di vedere il bambino e lo skin, in via di redenzione, si attacca alla Bibbia e alle sostanze stupefacenti, in carcere gioca a football con alcuni creoli e ne diventa presto amico.

Malgrado questi “fuori pista” gli anziani della Fratellanza Ariana lo lasciano fare, prima del carcere ha dato molto alla causa ,conducendo anche un programma TV di propaganda White Power ,pensano quindi ad una sbandata data dalla circostanza.

Esce dal carcere ed inizia, dopo aver riallacciato rapporti con ex amici di infanzia, a drogarsi con regolarità, cominciando con calmanti e pastiglie (che gli vendeva la madre!) e bevendo come un mulo , il padre naturale gestisce infatti un bar frequentato da tossici e alcolizzati che Frank frequenta fin da piccolo.

Nel frattempo conosce una ragazzina punk e la mette ovviamente incinta, il nostro amico non è una volpe….convive con lei prendendo servizio come traslocatore da un imprenditore ebreo.

Una sera arriva una telefonata, gli comunicano che Joe Rowan è stato assassinato da gente di colore, lui lo conosceva molto bene, era stato uno dei pochi ad averlo aiutato quand’era ragazzino.

Frank reagisce male, ma anziché riprendere la propria militanza preferisce sprofondare nelle droghe e, il giorno del funerale di Joe, si presenta alla cerimonia con fare distaccato, da un ultimo saluto baciando la fronte del defunto, ma mantiene un atteggiamento distante da tutti gli altri, omettendo perfino il “presente” in onore a Joe……ormai era cambiato, la droga ragionava per lui, le sue precedenti convinzioni lo avevano abbandonato.

Una sera viene invitato ad una festa skinhead dove, seduta stante , lo gonfiano come un dirigibile a causa delle sue nuove attitudini, come biasimarli?

Per riprendersi dallo shock, anche se ormai per lui fu quasi un ticket d’uscita per la fuga dal movimento, il protagonista del libro compie due atti da leone: 1)mette incinta un’altra ragazzina (si, è un deficiente) ….2) Chiede di parlare coi Responsabili dell’ADL (Anti Defamation League) ai quali spiattella tutto ciò che sa sul movimento e ciò che ha vissuto.

Nel frattempo passa da una droga all’altra come se fosse acqua.

L’ADL lo stipendia per tenere conferenze sull’anti-razzismo e gli da lavoro come allenatore di Hockey, ma guarda un po’……

Si sposa con una tale Valerie e,dopo essersi bucato come un folle, viene spedito per l’ennesima volta in un centro di disintossicazione.

Ad oggi stanno ancora insieme ed hanno prole..

Morale della favola, perché leggere questo libro????

Perché è necessario capire quanto diffamatorio sia e quanto, ad onor del vero, i campioni dell’ADL diano soldi e spazio ad un alcolizzato cronicotossicodipendente,una persona che imposta un’autobiografia su 4-5 anni di militanza skinhead (praticamente nulla) e i restanti 10-12 anni sulle sue storie da tossico beone bambino maltrattato.

Tra l’altro, analizzando il tutto, pare proprio che i suoi guai peggiori siano iniziati dopo l’abbandono del movimento skinhead, quindi che senso ha concentrarsi sull’aspetto della guarigione ideologica?

Pensate che il protagonista del film “American History X” è stato ispirato proprio a Frank Meeink, romanzandolo un po’…ovviamente nel film esce di galera da bravo ragazzo , omettendo la parte dove si riempie di droga come un tacchino nel giorno del Ringraziamento.

Un consiglio, se avete voglia e tempo leggetelo, è interessante vedere come ci si aspetti un testo incentrato sui calli ai pollic idel Sig.Frank quando poi per ¾ si narra del suo tumore al piede.


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