Lonigo, 2 marzo 2009
L’archiviazione del procedimento contro l’ingegnere Elvo Zornitta disposta dal gip di Trieste Enzo Truncellitto, in merito al caso “Unabomber” fa sorgere un quesito spontaneo: come mai in Italia tutti i casi più atroci, crimini reiterati, i più efferati non trovano mai soluzione e mai un colpevole?! Garlasco, Cogne, Perugia, Unabomber…
La televisione effettua una sporca propaganda trasmettendo tutte quelle serie tipo “La squadra”, “R.I.S.” ecc. ecc., dove i casi vengono risolti in poche ore, probabilmente proprio con l’intento d’innalzare nel subconscio popolare la fiducia in questi organismi che in realtà fanno acqua da tutte le parti!
Ma servono anni di studi per capire dopo un anno d’indagini che la bicicletta di Alberto Stasi è stata lavata dopo l’omicidio?! O per capire dopo un anno di analisi che quella macchia non era sangue, ma vernice, che se la si fa vedere a distanza alla “vecchietta del paese” ci sa rispondere senza neanche prenderla in mano?!
C’è da rimanere allibiti di fronte alle lungaggini che caratterizzano le indagini su questi delitti, ma altrettanto basiti dalla tempestività con cui a certi altri reati non s’è esitato a trovare un colpevole di comodo, come nel caso della strage di Bologna, per la quale Luigi Ciavardini è ancora attualmente, ingiustamente detenuto, o come il caso di Roberto Frigato, anche lui condannato e incarcerato, sicuramente più per il suo passato, che per il reato che gli viene addebitato!
“…Tutto è cambiato per rimanere uguale, se tutto questo è il bene, noi siamo il male!”
Il portavoce |