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Lonigo, 7 novembre 2010
E’ di oggi la notizia che il Sig. Michael “Misha” Seifert, più comunemente noto come il “Boia di Bolzano” è spirato alla veneranda età di 86 anni nell’ospedale di Caserta, ricoverato per gravi problemi di salute, ma tenuto sotto stretta sorveglianza in quanto ergastolano (già perché un vecchio di 86 anni e con un femore rotto potrebbe anche tentare la fuga!?); tralasciando volutamente qual si voglia analisi o commento al suo passato di soldato, condivisibile o meno, vogliamo sottolineare semplicemente il fatto di come, al solito, stampa, magistratura ed organi inquirenti riservino un “trattamento” speciale a chi durante il secondo conflitto mondiale combatté dalla parte di chi perse la guerra. Trattamento speciale perché fino a ieri nel mondo intero gli unici due prigionieri più vecchi erano Seifert ed il Cap. Priebke (quest’ultimo ancora in vita, ma per quanto ancorae lontano dai suoi familiari? E poi si parla di diritti umani!?!?).
Però costoro devono pagare, pur avendo eseguito degli ordini…gli stessi ordini che sicuramente qualche orda di criminali partigiani ha eseguito senza ricevere poi la ben che minima imputazione di fronte ad un tribunale civile omilitare, anzi vedendosi assegnare in più di qualche circostanza la medaglia al valore!!! Ne tanto meno ci risulta che i militari italiani che più recentemente si resero colpevoli di atroci crimini e sevizie nel corso delle “guerre umanitarie” in giro per il mondo, abbiano ricevuto o stiano ricevendo trattamenti simili a quelli riservati ai due più vecchi prigionieri al mondo!
L’Associazione culturale Veneto Fronte Skinheads condanna fermamente l’accanimento giudiziario avvenuto nei confronti dell’ottantaseienne Seifert, e si augura che almeno l’ultimo prigioniero, Erich Priebke, possa finire i suoi giorni accanto ai propri figli visto che non gli fu permesso di assistere la moglie morente negli ultimi istanti di vita.
Amaramente
Il Portavoce
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