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Lonigo, 7 novembre 2010
Come avevamo facilmente predetto, non che servissero certo particolari doti di preveggenza, lo Stato italiano ha stanziato 10 milioni di euro per la straordinaria alluvione che ha colpito il Veneto in questi giorni: la magnanimità dimostrata dallo Stato segue la stessa identica logica dell’atteggiamento che i mezzi d’informazione hanno tenuto sulla vicenda, sottacendo all’opinione pubblica le reali dimensioni della disgrazia…e dato che per prassi avranno la precedenza nel ricevimento degli aiuti statali, le strutture pubbliche, ne consegue che ai privati cittadini non arriverà un bel niente!
E’ tuttavia ancora difficile fare una stima reale dei danni e delle perdite, ma di primo acchito e quindi sicuramente sottodimensionato, si parla di un ammontare di 100 milioni di euro!
Case distrutte sia negli impianti elettrici che di riscaldamento oltre che nel mobilio, imprese affondate sotto metri di fanghiglia, campi e colture allagate (nonché minacciate da un rientro dal mare per circa 40 km di acqua salina), 200 mila capi di bestiame morti annegati (avicoli, suini, bovini), migliaia di autovetture da rottamare…ma questo è ancora nulla, perché il vero problema inizia ora, quando risolta l’emergenza (sempre che la nuova perturbazione in arrivo non la implementi ulteriormente), si faranno i conti con il ritorno alla normalità: in un momento già difficile per l’economia delle piccole e medie imprese e delle varie attività artigianali o a conduzione familiare, una disgrazia del genere potrebbe rappresentare il definitivo colpo di grazia, costringendo alla chiusura di tali attività, con conseguente perdita di lavoro per numerose persone.
Il popolo veneto è un popolo forte, fiero ed orgoglioso e di questo trattamento di sfavore non ne ha fatto certo un dramma, rimboccandosi le maniche e aiutandosi l’un l’altro per uscire al più presto dall’emergenza; ma è proprio la laboriosità veneta che apporta allo Stato italiano circa il 18% del PIL ogni anno, per vedersi restituire in caso di estrema necessità, un pugno di mosche!
Sarà curioso vedere se malauguratamente l’economia veneta non dovesse ristabilirsi, come pensano lor signori parlamentari di poter mantenere tutti i loro privilegi e il loro tenore di vita, dato che ormai è evidente ai più che il sistema tributario italiano, oltre ad essere uno dei più asfissianti d’Europa, non serve in realtà a pagare i costi di gestione dello Stato se non in minima parte, a provvedere a migliorie e manutenzioni delle varie strutture, alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio nazionale e del territorio, altrimenti situazioni del genere non si verificherebbero se esistessero una coscienza e una logica nella gestione della spesa pubblica.
A Pompei crollano per incuria dei patrimoni storico-artistici di inestimabile valore, il Veneto, regione trainante dell’economia nazionale, è in ginocchio per gli stessi motivi…ma si rialzerà, è lo Stato italiano, corrotto, incompetente e fallimentare ad affondare ogni giorno sempre di più!
Amaramente
Il portavoce
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