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Lonigo, 12 luglio 2010
Si spengono finalmente i riflettori puntati da più di un mese sul Sud Africa per lo svolgimento dei Campionati mondiali di calcio; è stato un mese in cui oltre alle notizie sulle gare sportive, sono passate attraverso giornali, radio e televisioni, moltissime informazioni a riguardo della Repubblica Sudafricana, grazie alle numerosissime trasmissioni di sport o semplicemente rubriche di approfondimento di altri programmi. Nozioni spesso e volentieri manipolate, strumentalizzate ed infarcite di quel “buonismo benpensante” tipico dei giornalisti al servizio del potere: un bombardamento mediatico principalmente mirato alla condanna e alla lotta contro il razzismo, prendendo ad esempio il paese sudafricano, come simbolo del riscatto delle razze di colore contro il colonialismo europeo e come esempio per il futuro…peccato che i tristi e tragici retroscena che tanto ben vengono celati e sottaciuti dai giornalisti, presentino una realtà completamente distinta e ben più grave rispetto alle immagini festose viste in questi giorni!
Un piccolo trafiletto apparve il 4 aprile c.a. su alcuni quotidiani a riguardo della situazione in Sudafrica, in relazione al macabro omicidio di Eugene Terreblanche, leader storico degli A.W.B. (Afrikaner Weerstandsbeweging ossia il Movimento di Resistenza Afrikaner), il partito di rappresentanza degli “autoctoni” europei abitanti quelle terre: si perché forse molti ignorano il fatto che quando più di 350 anni fa i primi Boeri raggiunsero le terre all’estremo sud del continente africano, l’intera zona dove attualmente si trova Città del Capo era completamente disabitata e solo successivamente alcune tribù di colore scesero verso sud, dando vita così al primo incontro “ufficiale” tra le due etnie circa 150 anni dopo che i primi europei vi misero piede.
L’omicidio di Terreblanche venne fatto passare come una semplice rapina finita male, che però ha visto l’anziano morire a colpi di machete per una manciata di spiccioli…ci riesce difficile credere alla versione ufficiale, ma anche ammettendone la veridicità, questa ha messo in evidenza un aspetto vero e reale della quotidianità nella Repubblica Sudafricana: il regolare stillicidio (si può chiamare genocidio in questo caso o questo termine si usa solo in determinati e ben specifici contesti?!) dei discendenti degli antichi boeri per mano delle popolazioni negre per lo più di tribù Xhosa (quella di Mandela giusto per capirci) che sobillate dal partito di governo ANC e indottrinate dall’intellighenzia mondialista compiono barbari omicidi con l’intento di appropriarsi delle proprietà dei “bianchi”, cercando di camuffare il tutto come una sorta di rivendicazione storico-sociale. In realtà il piano è ben più rodato e studiato nel dettaglio, dato che la stessa cosa succede da tempo nella ex Rhodesia (attuale Zimbabwe) dove sta avvenendo una sistematica epurazione dei discendenti europei che vivono li, con conseguente espropriazione delle loro proprietà terriere.
Il timore più grande è che, come già ampliamente pubblicizzato da Julius Malema uno dei leader dell’ANC e uomo-ombra di Jacob Zuma Presidente dell’ANC, terminati i campionati del mondo ci sarà un ritorno ed un aggravio della recrudescenza di questi episodi, mirati a scoraggiare anche i più temerari boeri e costringerli ad abbandonare le loro proprietà e migrare verso altri paesi: è “strano” che la stampa internazionale non faccia notizia di una così grave situazione che tanto ricorda fatti storici che spesso e volentieri sono stati pubblicamente condannati e ripudiati sia in passato che al giorno d’oggi…
Un approfondimento più serio sulla realtà sudafricana richiederebbe un’analisi molto più profonda e che esulerebbe dal contesto di questo scritto, però è giusto ricordare che la caduta dell’apartheid (appoggiata a gran voce anche dai sudafricani di origine anglofona, da sempre in contrasto con i Boeri, e legati fortemente alle lobbies dei diamanti) tanto osannata e decantata in tutto il mondo come una conquista sociale importantissima per le genti di colore, non ha fatto altro, oltre che portare ad un progressivo ed inesorabile tracollo economico e ad aprire le porte ad una vastissima ed impunita corruzione, che scatenare un’immane violenza da parte loro contro gli abitanti bianchi di quelle terre: i numeri parlano tristemente chiaro (ad oggi più di 3.000 omicidi sono a sospetto o palese sfondo razziale: ammazzati solo perché appartenenti all’etnia boera) e non è un caso che la Repubblica Sudafricana sia uno dei paesi al mondo col maggior tasso di criminalità: omicidi, rapine e stupri, nelle “beate e libere” terre di Mandela, sono all’ordine del giorno!
Ferocemente
Il portavoce
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