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| Comunicato
stampa: A proposito di Dal Molin... |
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Lonigo, 10 febbraio 2007
Il silenzio che volutamente abbiamo finora tenuto in merito
all’allargamento della base americana a Vicenza è
dovuto fondamentalmente a due fattori: primo, alla nostra
ferma volontà di non partecipare come comparse alla
fiera dell’ipocrisia messa in piedi dalla classe politica
locale, indifferentemente sia essa di centrodestra o di centrosinistra
(entrambi hanno recitato il solito copione scritto altrove
da altri soggetti), secondo, alla consapevolezza che i “giochi”
erano già fatti fin dall’inizio. Le decisioni
sulle vicende come quella del “Dal Molin” rientrano
nella categoria di quelle che passano sulle nostre teste senza
che i cittadini (o il popolo, come preferite) nulla possano
in merito, almeno allo stato attuale delle cose. In situazioni
del genere è il Governo che può decidere se
agire da soggetto (libero) della propria politica o oggetto
(servile) della politica altrui (come s’è puntualmente
verificato…). Solo i politicanti nostrani, con le loro
facce di gomma e il loro linguaggio bizantino possono fingere
di contrattare certe decisioni, di rilevanza assoluta perché
interessano il tema della sovranità nazionale che per
uno Stato, che voglia ancora chiamarsi e ritenersi tale, è
la condizione sine qua non per poter autodeterminarsi (anche
federandosi con altri Stati, volendo…), magari barattando
come contropartita qualche strada, qualche rotonda, la “difesa”
di tot posti di lavoro!
Le nostre posizioni non tanto anti-questo o anti-quello, ma
pro Italia e pro Europa, sono chiare e note da tempo. Il resto
viene di conseguenza. La presenza militare americana (come
quella dell’esercito di qualsiasi altro Paese) non ha
motivo d’essere ed equivale né più né
meno che ad un atto di occupazione checché ne dicano
gli schiavi di tutti i colori. Punto.
Le pagliacciate le lasciamo a quei coglioni che credono che
la sinistra, questa sinistra, sia libera dai condizionamenti
dei poteri forti e sia per giunta anche autenticamente anti-americana:
nell’uno come nell’altro caso è vero l’esatto
contrario perché nessuno più di questo governo
è così organicamente e scientificamente al servizio
degli sciacalli che governano il mondo.
Anche questa data è destinata a diventare triste simbolo
della totale sudditanza del nostro Paese dinnanzi agli Stati
Uniti, come lo furono a suo tempo la data dell’incidente
del Cermis e quella della sentenza del relativo processo.
Scomodamente e…tristemente…
Il portavoce |
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